Per coprire un posto infermieristico 24 ore su 24, tutto l'anno, servono circa sei infermieri a tempo pieno. Non cinque, come fa pensare il turno in quinta, e nemmeno quattro, come sembra con i turni da 12 ore. Il motivo sta in un conto semplice, che però quasi nessuno scrive per intero: da una parte le ore che il reparto deve coprire, dall'altra le ore che una persona può davvero lavorare in un anno.
📊 I numeri in breve
- 8.760 ore l'anno per un posto sempre coperto (24 ore × 365 giorni)
- 36 ore a settimana nel contratto in vigore, cioè 1.872 ore l'anno sulla carta
- 1.450 ore utili per infermiere a tempo pieno nel metodo nazionale per il fabbisogno di personale (1.418 nel metodo delle Regioni del 2017)
- 6,04 infermieri a tempo pieno per ogni posto h24
Le ore da coprire: 8.760 l'anno
Il primo numero è il più facile. Un posto che deve essere sempre presidiato, giorno e notte, festivi compresi, vale 24 ore per 365 giorni: 8.760 ore l'anno. Non importa come sono organizzati i turni. Con la classica divisione in mattina (7-14), pomeriggio (14-21) e notte (21-7), che vale 7 + 7 + 10 ore, o con due turni da 12, le ore da coprire restano quelle.
Le ore di un infermiere: dalle 36 del contratto alle 1.450 utili
Il secondo numero è quello su cui si sbaglia più spesso. Il CCNL del Comparto Sanità 2022-2024, firmato in via definitiva il 27 ottobre 2025, fissa l'orario ordinario a 36 ore settimanali (art. 27). Moltiplicate per 52 settimane fanno 1.872 ore l'anno. Sono però ore sulla carta: una parte di quel tempo, per contratto o per legge, l'infermiere non lo passa in reparto.
Le prime voci da togliere sono certe. Le ferie sono 28 giorni lavorativi con la settimana su cinque giorni e 32 con la settimana su sei (26 e 30 nei primi tre anni per chi è al primo impiego nella pubblica amministrazione). A queste si aggiungono 4 giornate di riposo per le festività soppresse (art. 35). Poi ci sono le voci che cambiano da persona a persona e da un anno all'altro, come la malattia, i permessi della legge 104 e la formazione: per queste chi programma il personale usa una media.
Un metodo che mostra tutti i passaggi è quello approvato nel 2017 dalla Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e adottato, per esempio, dalla Calabria nel 2019. Parte dalle 36 ore su sei giorni:
| Passaggio | Ore | Restano |
|---|---|---|
| Orario del contratto (36 ore × 52 settimane) | 1.872 | |
| 10 festività infrasettimanali | −60 | 1.812 |
| Ferie e festività soppresse (32 + 4 giorni) | −216 | 1.596 |
| Maternità, legge 104, distacchi sindacali e cariche elettive | −50 | 1.546 |
| Malattia, formazione compresa | −128 | 1.418 |
Il metodo nazionale più recente arriva a un valore molto vicino. È stato adottato in via sperimentale per gli anni 2022-2024 con il decreto dei ministeri della Salute e dell'Economia del 24 gennaio 2023, dopo l'intesa in Conferenza Stato-Regioni del 21 dicembre 2022, e indica:
"[...] per il personale del comparto (infermieri, operatori sociosanitari e altre figure professionali del comparto) il valore di 1.450 ore anno."
— Metodo per la determinazione del fabbisogno di personale del SSN, allegato A al decreto del 24 gennaio 2023
I festivi infrasettimanali meritano una nota. Per chi lavora a turni non sono giorni liberi in automatico: chi lavora in un festivo può chiedere, entro 30 giorni, un riposo compensativo, il pagamento come straordinario oppure l'accantonamento nella banca delle ore (art. 67 del CCNL 2022-2024). In un singolo reparto, quindi, il loro peso dipende anche dalle scelte delle persone.
Attenzione: 1.450 non è l'orario di un infermiere. È un valore medio di programmazione, che serve a fare i conti su un reparto o su un'azienda. Una singola persona, in un certo anno, può lavorare di più o di meno.
Due errori frequenti nel conto. Il primo è aggiungere due giorni alle ferie: i 28 o 32 giorni comprendono già le due giornate della legge 937/1977. Il secondo è togliere a tutti le 150 ore per il diritto allo studio: sono un massimo individuale, concesso al massimo al 3% del personale a tempo indeterminato (art. 62 del CCNL 2019-2021).
Il conto per un posto h24
A questo punto basta una divisione:
Per un posto sempre coperto servono quindi circa sei infermieri a tempo pieno; con le 1.418 ore del metodo del 2017 si arriva a 6,18. La Regione Campania, nel suo metodo per il fabbisogno di personale, lo scrive in una riga a proposito della terapia intensiva: "un turno medico/infermiere equivale a 6 FTE", cioè a sei persone a tempo pieno. E anche nel mondo ideale in cui nessuno si ammala e nessuno fa formazione, con le 1.656 ore che restano togliendo solo ferie e festività soppresse, il risultato sarebbe 5,29: cinque non basterebbero comunque.
Un dettaglio: 6,04 non vuol dire esattamente sei persone. Sei infermieri a tempo pieno valgono 6,00, quindi sono appena sotto il fabbisogno. Su un reparto intero le frazioni si sommano e si compensano tra i posti, ma il conto va sempre fatto in persone a tempo pieno, non in teste: due part-time al 50% valgono una persona.
Perché il turno in quinta non basta
Il turno in quinta ruota su cinque giornate: mattina, pomeriggio, notte, smonto e riposo. Ogni giorno ognuna delle cinque persone si trova in una fase diversa, e così mattina, pomeriggio e notte sono sempre coperti. Cinque è il minimo per far girare la rotazione.
Ma cinque persone non coprono le ferie, le malattie e la formazione di nessuna delle cinque. Quando una manca, la ruota si regge solo con un cambio turno, uno straordinario o un rientro: è il sesto infermiere del conto. Ed è il motivo per cui ad agosto, quando le ferie si concentrano, la rotazione salta più spesso, come succede nei pronto soccorso.
C'è anche un dettaglio che sorprende. Con turni da 7, 7 e 10 ore, in quinta ogni persona lavora 24 ore ogni cinque giorni, cioè 33,6 ore a settimana: meno delle 36 del contratto. La differenza va recuperata in altro modo, per esempio con turni aggiuntivi.
Con i turni da 12 ore (giorno, notte, smonto, riposo) la rotazione gira con quattro persone, ma ognuna lavorerebbe 24 ore ogni quattro giorni, cioè 42 a settimana, più delle 36 previste: servono riposi in più. Le ore da coprire, intanto, restano 8.760, quindi il fabbisogno annuo non cambia. Il CCNL fissa inoltre a 12 ore la durata massima della prestazione continuativa (art. 27). Lo schema decide come ruotano le persone; quante ne servono lo decidono le ore.
Un esempio: il reparto da 3-3-2
Prendiamo un reparto che chiede 3 infermieri al mattino, 3 al pomeriggio e 2 di notte.
| Turno | Infermieri | Durata | Ore al giorno |
|---|---|---|---|
| Mattina, 7-14 | 3 | 7 ore | 21 |
| Pomeriggio, 14-21 | 3 | 7 ore | 21 |
| Notte, 21-7 | 2 | 10 ore | 20 |
| Totale | 62 |
In un anno sono 62 × 365 = 22.630 ore. Divise per le 1.450 ore utili di un infermiere a tempo pieno fanno 15,61 persone; con le 1.418 ore del metodo del 2017, 15,96. In persone intere, in entrambi i casi, ne servono 16.
in un anno
necessari
ce ne sono 14
Con 14 infermieri a tempo pieno ne mancano 1,61: in persone intere, due. Sulla carta non sembra: 14 persone per 1.872 ore fanno 26.208 ore, più delle 22.630 necessarie. Per bastare davvero, però, ognuno dei 14 dovrebbe garantire 22.630 ÷ 14 = 1.616 ore utili l'anno, quasi il tetto del contratto: nessuna malattia, nessuna formazione, nessun permesso oltre alle ferie.
Quella differenza non si vede in pianta organica, ma si sente in corsia, e di solito si copre con straordinari, cambi turno e rientri. Nel conto mancano ancora il coordinatore, che la metodologia nazionale prevede in ragione di uno ogni 30 posti letto, e le attività che non sono sulle 24 ore.
Da dove viene il 3-3-2
Il calcolo fin qui parte da un fabbisogno per turno già deciso. Quante persone servono in ogni turno è un'altra domanda, e la metodologia nazionale la affronta partendo dai pazienti: i minuti di assistenza infermieristica per paziente al giorno, diversi per area, con i posti letto calcolati a un tasso di occupazione del 90%. In area medica, per esempio, la tabella nazionale indica una mediana di 255 minuti al giorno per paziente negli ospedali HUB e di 220 negli Spoke; per l'area medica e chirurgica, il valore minimo è fissato in modo da garantire almeno un infermiere ogni 8 pazienti.
Non è solo una questione di organizzazione. Lo studio europeo RN4CAST, pubblicato su The Lancet nel 2014 su 300 ospedali di nove Paesi, ha osservato che ogni paziente in più per infermiere si associa a un aumento del 7% della probabilità di morire entro 30 giorni dal ricovero, nei pazienti operati per interventi chirurgici comuni. È uno studio osservazionale, che misura un'associazione e non un rapporto di causa, ma dice quanto pesa il numero di infermieri in turno.
E nelle RSA?
La logica è la stessa, cambiano i valori. In molte RSA il personale è di cooperative sociali, che applicano un altro contratto: il CCNL delle cooperative sociali, scaduto a fine 2025 e in corso di rinnovo, prevede 38 ore settimanali, quindi una persona a tempo pieno offre sulla carta circa il 5,6% di ore in più rispetto alle 36 della sanità pubblica. Per le cooperative, però, non esiste un valore ufficiale di ore utili come le 1.450 del SSN: il divisore va calcolato sulle assenze reali della struttura.
Cambia anche il punto di partenza. Nelle RSA il fabbisogno lo fissano le regioni, in minuti di assistenza a settimana per ospite. La Lombardia chiede per l'accreditamento almeno 901 minuti in tutto, lasciando libera la composizione dell'équipe (DGR 7/12618 del 2003). La Campania invece li fissa figura per figura: nelle unità R3 di alto livello, per esempio, 216 minuti di infermiere e 540 di OSS per ogni ospite (DCA 97/2018).
Il percorso del calcolo è lo stesso. In un modulo R3 da 20 ospiti, il massimo previsto, 216 minuti a testa fanno 4.320 minuti, cioè 72 ore di infermiere a settimana; i 540 minuti di OSS fanno 180 ore. A 38 ore settimanali sono, sulla carta, 1,9 infermieri e 4,7 OSS. A queste persone vanno poi aggiunte quelle che servono a coprire ferie e assenze, esattamente come in ospedale.
Il nuovo contratto cambia il conto?
Per ora no. Il rinnovo 2025-2027 del Comparto Sanità è stato sottoscritto da ARAN e sindacati il 29 luglio 2026, ma è ancora un'ipotesi: al 22 ottobre 2026 il contratto in vigore resta quello 2022-2024. Nel testo dell'ipotesi l'orario resta di 36 ore settimanali e le ferie di 28 o 32 giorni, quindi il calcolo di questo articolo non cambia. L'unica differenza sulle ferie riguarda i neoassunti: se l'ipotesi diventerà definitiva, dal 2027 avranno anche loro 28 o 32 giorni invece di 26 o 30. Le regole su riposi, notti e ore massime sono nella nostra guida ai turni e al CCNL Sanità.
Il conto si fa una volta l'anno, i buchi si vedono ogni mese
Il calcolo annuale dice quante persone servono. Il piano di ogni mese dice dove, quel mese, ne manca una. È lì che lavora Tymetric: costruisce il piano nel rispetto delle regole del reparto e, quando le persone non bastano, riempie prima i turni che hai indicato come più importanti e ti mostra quelli rimasti scoperti prima di pubblicarlo. Per ogni persona vedi anche le ore lavorate rispetto al monte ore. Non crea infermieri: ti dice in anticipo dove mancheranno.
In sintesi
Un posto h24 vale 8.760 ore l'anno. Un infermiere a tempo pieno ne garantisce in media 1.450, al netto di ferie, festività e assenze. Il rapporto fa sei persone per posto, non le cinque del turno in quinta: cinque fanno girare la rotazione, il sesto la tiene in piedi quando qualcuno manca. Un reparto che chiede 3-3-2 infermieri ha bisogno di circa 15,6 persone a tempo pieno; con 14, il buco c'è anche se sulla carta non si vede.
Domande frequenti
Quante ore lavora in un anno un infermiere a tempo pieno?
Il contratto prevede 36 ore a settimana, cioè 1.872 ore l'anno sulla carta. Tolte ferie e festività soppresse si scende a circa 1.650. Il metodo nazionale per il fabbisogno di personale usa 1.450 ore utili per ogni infermiere a tempo pieno, perché tiene conto anche delle assenze medie.
Quanti infermieri servono per coprire un posto h24?
Circa sei a tempo pieno. Le 8.760 ore di un posto sempre coperto, divise per le 1.450 ore utili di un infermiere, fanno 6,04.
Perché il turno in quinta non basta?
Cinque persone fanno girare la rotazione di mattina, pomeriggio, notte, smonto e riposo, ma non coprono ferie, malattie e formazione. Per un posto h24 servono circa sei persone a tempo pieno.
I turni da 12 ore riducono il personale necessario?
No. Con i turni da 12 ore la rotazione gira con quattro persone, ma le ore da coprire restano 8.760 l'anno: servono sempre circa sei infermieri a tempo pieno per posto.
Fonti
- ARAN, CCNL Comparto Sanità 2022-2024, sottoscritto il 27/10/2025: art. 27 (orario di lavoro), art. 35 (ferie e festività soppresse) e art. 67, c. 5 (attività nei festivi infrasettimanali) — aranagenzia.it
- ARAN, CCNL Comparto Sanità 2019-2021, sottoscritto il 2/11/2022: diritto allo studio — aranagenzia.it
- ARAN, Ipotesi di CCNL Comparto Sanità 2025-2027, sottoscritta il 29/07/2026 — aranagenzia.it
- Ministero della Salute e MEF, decreto del 24/01/2023 e allegato A, "Metodo per la determinazione del fabbisogno di personale del SSN" (par. 4.2, par. 6.1.1 e tabella 9), dopo l'intesa Stato-Regioni rep. 267/CSR del 21/12/2022 — testo del decreto · agenas.gov.it
- Regione Campania, DGR n. 190 del 19/04/2023, allegato A: metodologia per la determinazione del fabbisogno di personale degli enti del SSR (par. 2.2.4.11) — burc.regione.campania.it
- Regione Calabria, DCA n. 192 del 20/12/2019, allegato A: metodo della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni del 20/12/2017 (tabella 2) — regione.calabria.it
- Aiken L.H. et al., "Nurse staffing and education and hospital mortality in nine European countries", The Lancet 2014;383:1824-1830 — doi.org
- CCNL Cooperative sociali (archivio CNEL, codice T151): art. 51 sull'orario, nel testo del rinnovo del 2019; rinnovo 2023-2025 del 26/01/2024 — cnel.it
- Regione Lombardia, DGR n. 7/12618 del 7/04/2003, allegato A: standard di personale delle RSA (BURL n. 16 del 14/04/2003) — testo della delibera
- Regione Campania, DCA n. 97 del 16/11/2018, allegato 1, parte quinta (unità R3), e DCA n. 74 del 9/10/2019 — DCA 97/2018 · DCA 74/2019
