ATTUALITÀ & SISTEMA SANITARIO

Carenza di medici nei pronto soccorso: perché il picco arriva ad agosto

Gli accessi salgono proprio quando il personale si riduce. I numeri dell'estate 2026 secondo SIMEU, Anaao e Nursing Up — e la domanda che riguarda chi ogni mese deve chiudere un piano turni.

10 Agosto 2026
6 min di lettura
Corsia di pronto soccorso semivuota di personale durante l'estate, con un solo medico davanti al tabellone dei turni

Solo l'11% dei pronto soccorso italiani ha abbastanza medici per funzionare senza aiuti esterni. È la fotografia scattata dalla SIMEU a maggio 2026 — quindi prima che iniziassero le ferie.

Poi arriva agosto: gli accessi salgono, il personale scende. Ed è lì che il sistema tocca il suo punto di massima tensione.

Qui sotto trovi i numeri di questa estate, ciascuno attribuito a chi lo ha diffuso — perché una stima di una società scientifica e una statistica ministeriale non sono la stessa cosa, e vale la pena distinguerle. E poi la domanda che riguarda da vicino chi ogni mese costruisce un piano turni: quando il personale non c'è, quanto pesa il modo in cui lo si organizza?

📊 I numeri in breve

  • ~5.000 i medici di emergenza-urgenza mancanti strutturalmente (stima SIMEU)
  • ~6.000 in estate, quasi 7.000 nel picco di agosto (stima SIMEU)
  • 11% dei PS con organico medico sufficiente senza integrazioni esterne (SIMEU, maggio 2026)
  • 70% dei PS con boarding quotidiano; ~23 ore di attesa media per il ricovero in area medica
  • +15% accessi estivi e fino a −20% di medici disponibili (stima Anaao)
  • −25/30% la forza lavoro attiva nei turni con i piani ferie (stima Nursing Up)

I "7.000 medici mancanti": cosa dicono davvero i dati

Il numero che ha fatto notizia va letto con precisione. A dirlo è Alessandro Riccardi, presidente della SIMEU (Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza): la carenza strutturale è di circa 5.000 medici dell'emergenza-urgenza; sono le ferie a far salire il deficit.

"Il numero dei professionisti mancanti sale a circa 6mila e nel picco di agosto sfiora i 7mila."
Alessandro Riccardi, presidente SIMEU (dichiarazione raccolta da ANSA, agosto 2026)

È una stima di chi il pronto soccorso lo vive ogni giorno, non un censimento ministeriale: e come tale va citata. Sempre secondo dati SIMEU riportati da ANSA, nel 70% dei pronto soccorso le carenze oscillano tra il 25% e il 70% dei medici previsti.

Il punto che si tende a ignorare: non è solo quanti mancano

La discussione pubblica si ferma quasi sempre al numero di camici. Ma i dati raccontano un secondo problema, più operativo: come vengono coperte concretamente le ore di servizio.

L'indagine SIMEU su 153 strutture (oltre 7 milioni di accessi nel 2024) lo mostrava già nel 2025: il 38% delle posizioni previste era scoperto e, anche dopo aver fatto ricorso a cooperative, liberi professionisti e prestazioni aggiuntive, una quota pari al 17% del fabbisogno restava senza alcuna sostituzione. In parallelo, il boarding — i pazienti che restano in pronto soccorso in attesa di un letto in reparto — assorbe da solo il 30-40% delle risorse interne.

La rilevazione più recente, l'"indagine istantanea" SIMEU del maggio 2026, aggiunge il dato da cui siamo partiti: solo l'11% delle strutture del campione riusciva a garantire il servizio con il proprio organico medico, senza integrazioni esterne. Il 70% conviveva con il boarding ogni giorno, con circa 23 ore di attesa media per il ricovero in area medica.

"Il boarding non è più accettabile, perché lede il diritto del cittadino all'accesso alle cure."
Alessandro Riccardi, SIMEU (maggio 2026)

Poi arriva agosto

Sui numeri estivi siamo nel campo delle stime sindacali — utili a fotografare il clima, non rilevazioni ufficiali. Pierino Di Silverio, segretario Anaao Assomed, indica accessi in aumento di almeno il 15% (soprattutto cronici e anziani) a fronte di personale medico disponibile in calo fino al 20%. Con una conseguenza che dice molto:

"Un medico su 5 rinuncia o è costretto a posticipare le ferie."
Pierino Di Silverio, Anaao Assomed (luglio 2026)

Sul versante infermieristico, Claudio Delli Carri (Nursing Up) stima che con i piani ferie la forza lavoro attiva nei turni si riduca del 25-30%. E si tira avanti nell'unico modo possibile: prestazioni aggiuntive, straordinari e riposi saltati.

Non è un problema dei soli pronto soccorso. La FNOPI indica una carenza nazionale di almeno 65.000 infermieri — dato riferito all'intero Paese, non ai soli PS — che con l'ondata di pensionamenti potrebbe avvicinarsi ai 140.000. E quando il personale manca, si compra fuori: secondo l'ANAC, nel 2025 la domanda di personale sanitario rivolta al mercato ha raggiunto 568 milioni di euro, +15% sul 2024, superando nel biennio il miliardo.

Cosa significa per chi costruisce i turni

Se coordini un reparto, questi numeri li conosci già — solo che li vivi in un'altra forma: la griglia di agosto che non si chiude, la telefonata per chiedere l'ennesimo cambio, il riposo di qualcuno che salta ancora.

E qui va detta una cosa con onestà: le soluzioni vere sono strutturali. Società scientifiche e sindacati chiedono assunzioni, concorsi più rapidi, retribuzioni competitive, riduzione del boarding, una sanità territoriale che alleggerisca la pressione impropria. Nessun software crea medici che non esistono, e nessuna di queste organizzazioni indica un gestionale come soluzione: sostenerlo sarebbe scorretto.

Resta però una leva che un'azienda può azionare subito, sul personale che ha già. Le fonti sono concordi nel collocare ferie, turni scoperti, straordinari e riposi saltati al centro della crisi operativa: e questi sono esattamente gli oggetti di cui è fatto un piano turni. Organizzarli meglio significa tre cose molto concrete:

  • Non sprecare ore che sono scarse — coprire le fasce critiche con chi è disponibile, invece di scoprirne altre.
  • Proteggere chi resta — turni equi e riposi rispettati riducono il logoramento; meno logoramento significa meno abbandoni, cioè una carenza che smette di alimentarsi da sola.
  • Ridurre il rischio — anche legale — legato a turnazioni insostenibili e riposi non garantiti.

È il terreno su cui nasce Tymetric: costruire i turni in automatico rispettando vincoli CCNL, monte ore e riposi, e distribuendo il carico in modo equo tra i professionisti. Con una precisazione che facciamo sempre: l'algoritmo copre tipicamente il 50-70% della pianificazione, il resto resta in mano al coordinatore — che mantiene la responsabilità delle scelte. Non risolve la carenza: aiuta a reggere l'urto e a proteggere chi c'è.

In sintesi

Nell'agosto 2026 il deficit stimato di medici nei pronto soccorso tocca il picco, tra carenza strutturale e ferie. Le risposte di fondo spettano alla programmazione nazionale e non arriveranno domani mattina. Nel frattempo, il modo in cui si organizzano i turni è una delle poche leve che un reparto controlla davvero — e incide su due cose che contano: la tenuta del personale e la qualità dell'assistenza.

Fonti

  • ANSA, "Pronto soccorso in affanno, in agosto la carenza sale a quasi 7mila medici", 9-10/08/2026 — link
  • SIMEU, indagine istantanea 05/05/2026 (via Quotidiano Sanità, 07/05/2026) — link
  • SIMEU, indagine nazionale luglio 2025 (via ANSA, 09/07/2025) — link
  • Anaao Assomed, comunicato 11/07/2026 — link
  • FNOPI, audizioni parlamentari 06/02/2025 — link
  • ANAC, report sulla spesa per personale sanitario esternalizzato, 23/06/2026 — link

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