POLICY & SSN

Medici gettonisti, Bertolaso e SSN: il fact check su numeri e contratti

"Vergogna della sanità pubblica", "15mila euro in 10 giorni", "Maldive": le dichiarazioni di Guido Bertolaso messe alla prova di tariffe ministeriali, CCNL Area Sanità, ENPAM e dati ANAC. Un'analisi del mercato esterno dei turni medici e delle cause strutturali che lo alimentano.

7 Maggio 2026
14 min di lettura
13 fonti istituzionali
Medici gettonisti e carenza di personale sanitario nel SSN

Una frase efficace, un problema reale

La frase di Guido Bertolaso secondo cui i medici gettonisti sarebbero "la vergogna della sanità pubblica" è politicamente efficace perché intercetta un fenomeno che esiste e che è documentato dalle istituzioni: il Servizio sanitario nazionale ha finito per acquistare sul mercato esterno turni medici e infermieristici, attraverso cooperative, agenzie o incarichi libero-professionali, a costi spesso elevati.

L'Autorità Nazionale Anticorruzione ha quantificato per il 2024 una spesa effettiva di 457,5 milioni di euro in servizi resi da medici e infermieri "a gettone", e una spesa previsionale 2019-2024 pari a 2,141 miliardi di euro.1 Sono cifre che giustificano l'allarme politico.

Il punto, però, è che la diagnosi non coincide con lo slogan. Le fonti istituzionali — dal Ministero della Salute all'AGENAS, fino allo stesso decreto attuativo del 2024 — descrivono il ricorso ai gettonisti come un sintomo di carenze strutturali: programmazione mancata, bassa attrattività di alcune specialità, condizioni di lavoro pesanti, difficoltà assunzionali.2 In questo articolo verifichiamo i numeri usati nel dibattito pubblico e ricostruiamo il quadro normativo, contrattuale e previdenziale che li rende intelligibili.


1. Cosa ha detto Bertolaso, e in che contesto

La dichiarazione è verificabile e datata. Il 22 novembre 2024, intervenendo agli Stati generali della sanità organizzati dalla Lega a Milano, l'assessore lombardo al Welfare ha detto:

"I gettonisti sono la vergogna della sanità pubblica. Sono quelli che in 10 giorni si fanno 15mila euro e poi per altri 20 giorni se ne vanno in vacanza alle Maldive mentre altri continuano a farsi il mazzo per stipendi ridicoli."

La frase è stata riportata da ANSA e ripresa da diverse testate.3 Non è un'uscita isolata: si inserisce in una linea politica avviata dalla Regione Lombardia con la DGR XII/1514 del 13 dicembre 2023, che ha approvato linee guida per il superamento delle esternalizzazioni dei servizi sanitari core.4

Tre piani di lettura vanno tenuti distinti:

  • "Vergogna" è un giudizio morale e politico.
  • "15.000 euro in 10 giorni" è un'affermazione numerica, verificabile rispetto alle tariffe oggi vigenti.
  • "Maldive" è una caricatura comunicativa, non un dato.

La distorsione che Bertolaso denuncia esiste e ha basi documentali. Il problema analitico è che la frase la personalizza sui medici, mentre — come vedremo — le fonti istituzionali la spiegano in chiave organizzativa e contrattuale.


2. Cosa sono davvero i "gettonisti"

Nel linguaggio comune, "medici gettonisti" indica medici che coprono turni in ospedale — spesso in pronto soccorso o reparti scoperti — non come dipendenti strutturati ma con forme contrattuali alternative. La categoria è però ambigua: nel dibattito pubblico si mischiano tre fenomeni diversi, che producono numeri e implicazioni distinte.

Forma contrattuale Chi paga il medico Caratteristiche
Appalti a cooperative o agenzie La cooperativa, che fattura all'ASL/azienda ospedaliera Margine intermediario, gara o affidamento, contratto B2B
Incarichi libero-professionali diretti Direttamente l'ente pubblico Selezione pubblica, nessun intermediario, partita IVA del medico
Prestazioni aggiuntive del personale interno L'ente al proprio dipendente Turni extra del dipendente SSN, regole CCNL, tetti specifici

La distinzione è centrale: quando una Regione dice "stop ai gettonisti" può voler dire stop alle cooperative, oppure stop a tutti gli appalti, oppure passaggio a incarichi diretti. Il caso lombardo lo mostra bene: la Regione ha provato a bloccare le esternalizzazioni, ma ha anche attivato procedure di reclutamento di personale medico con incarichi libero-professionali tramite AREU.5 Senza questa premessa, qualsiasi confronto numerico rischia di sommare oggetti diversi.


3. Il quadro normativo che governa il fenomeno

Il decreto del Ministero della Salute del 17 giugno 2024, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 25 ottobre 2024, ha adottato linee guida per l'affidamento a terzi di servizi medici e infermieristici da parte degli enti del SSN in caso di necessità e urgenza.6

Le linee guida prevedono che il ricorso ai gettonisti, o comunque a servizi esterni, sia eccezionale e residuale: utilizzabile solo quando non sia possibile coprire il fabbisogno con personale interno, graduatorie, convenzioni o altre procedure ordinarie. Il Ministero ha indicato:

  • Durata massima: 12 mesi.
  • Tariffa per servizi critici (pronto soccorso, rianimazione): 85 €/ora.
  • Tariffa per altri servizi medici: 75 €/ora.2

Questa cornice ci dice due cose contemporaneamente. Da un lato, lo Stato riconosce che l'esternalizzazione è problematica e va limitata. Dall'altro, il fatto stesso che il legislatore la disciplini come soluzione emergenziale dimostra che il sistema pubblico, in alcune aree, non riesce a fare a meno di forme esterne di copertura dei turni. È il quadro normativo, non lo slogan, a rappresentare correttamente il problema.


4. Fact check #1: "15.000 euro in 10 giorni"

Il numero citato da Bertolaso non è impossibile, ma va contestualizzato.

Calcolo con le tariffe vigenti

Con il tetto di 85 €/ora per i servizi critici, per arrivare a 15.000 euro lordi servirebbero circa 176 ore; a 75 €/ora servirebbero 200 ore. In dieci giorni, parliamo di un carico tra le 17 e le 20 ore al giorno: una soglia oggettivamente fuori scala rispetto a qualsiasi sostenibilità clinica e riposistica.2

Calcolo con le tariffe pre-tetto

Prima dell'introduzione dei tetti, il Ministero stesso ha evocato compensi orari molto più alti — anche da 150 o 200 €/ora — in particolare nei pronto soccorso più scoperti. In quel contesto, raggiungere 15.000 euro lordi in dieci giorni era plausibile con turni intensi ma più realistici (75-100 ore).2

Tariffa oraria Ore necessarie per 15.000 € lordi Ore/giorno su 10 gg
200 €/h (pre-tetto) 75 h 7,5 h/giorno
150 €/h (pre-tetto) 100 h 10 h/giorno
85 €/h (DM 2024, critici) ~176 h ~17,6 h/giorno
75 €/h (DM 2024, altri) 200 h 20 h/giorno

La parola chiave è "lordi"

L'esempio di Bertolaso, anche nello scenario pre-tetto, descrive un fatturato lordo, non un netto in tasca. Per un libero professionista i due valori divergono in modo significativo: dal lordo vanno sottratti imposte, contributi previdenziali, assicurazione professionale, spese di trasferta e di alloggio, costo della cassa malattia, e l'assenza di tutele come ferie retribuite e TFR.

Nel dibattito pubblico la cifra "15.000 in 10 giorni" è quasi sempre stata trattata come reddito netto. Non lo è.


5. Fact check #2: lordo non è mai netto

Per capire quanto resta davvero al medico libero-professionista occorre guardare almeno tre voci: contribuzione ENPAM, regime fiscale, costi diretti.

5.1 Contribuzione ENPAM Quota B

ENPAM indica per la Quota B 2025 un'aliquota intera del 19,50% sul reddito libero-professionale al netto delle spese, fino a 150.000 euro; oltre quella soglia si versa l'1%.7 Per un medico che fattura cifre importanti come gettonista, la contribuzione previdenziale assorbe quindi una quota rilevante del reddito imponibile.

5.2 Regime fiscale

Il libero professionista paga IRPEF a scaglioni (oltre addizionali regionali e comunali) sul reddito al netto delle spese deducibili. A questo si aggiungono IVA (per chi non è in regime forfettario) e contributo integrativo. Per redditi alti, la pressione fiscale complessiva supera spesso il 40-45% del reddito imponibile.

5.3 Tutele assenti o ridotte

Per la malattia, ENPAM prevede per i liberi professionisti un'indennità che decorre dal 31° giorno di malattia o infortunio, a determinate condizioni contributive e di iscrizione.8 È una tutela radicalmente diversa da quella del dipendente, che è coperto dal primo giorno. Il libero professionista non ha inoltre ferie retribuite, TFR, congedi familiari nelle stesse condizioni del dipendente, né protezione contro la disoccupazione.

Una stima ragionevole

Se sommiamo contributi (~19,5% su quota B) + IRPEF effettiva (variabile, indicativamente 35-43% per scaglioni alti) + assicurazione professionale + costi di trasferta, è realistico che una porzione significativa del lordo non si trasformi in disponibilità reale. La frase "più della metà se ne va" — usata da chi obietta — è plausibile in alcuni casi ma non è una regola universale: dipende da regime fiscale (forfettario o ordinario), reddito annuo, spese deducibili, copertura assicurativa.

Conclusione del fact check: il numero "15.000 in 10 giorni" non è automaticamente reddito disponibile. Il ragionamento di Bertolaso è retoricamente efficace ma confonde fatturato lordo e netto, due grandezze che per un dipendente coincidono in larga parte e per un libero professionista no.


6. Fact check #3: lo stipendio del medico SSN

Sul lato opposto del confronto, anche i numeri sui dipendenti circolano spesso in modo impreciso. La cifra ricorrente nel dibattito — "un medico SSN guadagna 2.800 euro lordi" — non è coerente con i tabellari contrattuali attuali.

I valori del CCNL Area Sanità 2019-2021

Il CCNL Area Sanità 2019-2021, pubblicato da ARAN, indica per i dirigenti sanitari uno stipendio tabellare annuo lordo a regime di 47.015,77 euro.9 Per i dirigenti medici e veterinari il contratto prevede inoltre l'indennità di specificità medico-veterinaria, rideterminata in 9.162,22 euro annui lordi.9

A queste due voci si aggiungono in modo variabile:

  • Retribuzione di posizione (parte fissa e variabile).
  • Indennità di esclusività di rapporto.
  • Retribuzione di risultato.
  • Compensi per guardie, reperibilità, lavoro notturno e festivo.
  • Prestazioni aggiuntive eventualmente concordate.
Voce retributiva Valore lordo annuo Note
Stipendio tabellare 47.015,77 € CCNL Area Sanità 2019-2021, a regime9
Indennità specificità medico-vet. 9.162,22 € Solo dirigenti medici e veterinari9
Posizione, esclusività, risultato Variabile Dipende da incarico, ente, performance
Guardie, reperibilità, notturni Variabile Dipende da turnazione effettiva

Lordo, netto, percezione

La cifra "2.800 euro" può avvicinarsi a un netto mensile iniziale in alcuni casi, o a una percezione semplificata dello stipendio di ingresso, ma non descrive correttamente il lordo contrattuale di un dirigente medico strutturato. Confondere lordo e netto su entrambi i lati del confronto produce un dibattito viziato in partenza.

Questo non significa che i medici SSN siano "ben pagati" rispetto al carico di responsabilità, al rischio professionale e alle ore realmente lavorate. Significa che il confronto va fatto correttamente: lordo vs lordo, netto vs netto, ore di presenza vs ore reali.


Ridurre la dipendenza dai turni esterni passa dalla pianificazione interna

Il DM 17 giugno 2024 chiede di affidarsi al mercato esterno solo quando il fabbisogno non è coprible internamente. Tymetric ottimizza i turni del personale strutturato, identifica gli scoperti reali e quantifica il fabbisogno residuo prima che diventi un appalto urgente.

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7. ANAC vs Lombardia: numeri diversi, oggetti diversi

Nel 2025 lo scontro politico si è spostato sui numeri, e il caso Lombardia è il più rivelatore.

ANAC ha indicato per il 2024 una spesa nazionale effettiva di 457,5 milioni di euro per medici e infermieri a gettone, collocando la Lombardia tra le Regioni con spesa rilevante, seconda al Piemonte nella ripartizione regionale complessiva.1

Bertolaso ha contestato la lettura sostenendo che la Lombardia nel 2024 avrebbe speso meno di 50 milioni di euro, e che la dirigenza medica esternalizzata sarebbe scesa da 480 unità a dicembre 2023 a 214 unità a dicembre 2024.5

Il punto è metodologico, non politico. ANAC guarda agli affidamenti, ai contratti e alla banca dati degli appalti. La Regione rivendica il dato gestionale di spesa effettiva e delimita in modo più stretto cosa considera "gettone" (escludendo per esempio alcune forme di incarico libero-professionale). I numeri divergono perché si stanno misurando oggetti parzialmente diversi: importi a base di gara vs spesa erogata, contratti accesi vs spesa consolidata, gettone in senso stretto vs ogni forma di copertura non strutturata.

Per chi legge il dibattito dall'esterno, la conseguenza è semplice: nessun singolo numero racconta da solo il fenomeno. Servono entrambi gli sguardi — quello aggregato di ANAC e quello gestionale delle Regioni — per capire cosa sta succedendo.


8. Le cause strutturali secondo le fonti istituzionali

Il punto più importante del fact check non riguarda una singola cifra, ma la diagnosi del fenomeno. Ed è proprio qui che le fonti istituzionali sono univoche.

Il riconoscimento del Ministero

Nel question time del 6 agosto 2025 alla Camera, il ministro Schillaci ha collegato esplicitamente il fenomeno dei gettonisti a "anni di mancata programmazione, tagli lineari, scarsa attrattività del Servizio sanitario nazionale".2 Non è un dettaglio: è la posizione ufficiale del dicastero.

L'indagine della XII Commissione

Il documento conclusivo dell'indagine conoscitiva della XII Commissione Affari sociali della Camera, reso disponibile da AGENAS, ricostruisce in modo sistematico il problema della distribuzione e dell'attrattività delle professioni sanitarie.10 La diagnosi non è "non ci sono medici", ma "i medici non vanno dove servono": le specialità più colpite sono quelle ospedaliere, gravose e meno compatibili con attività privata remunerativa — medicina d'emergenza-urgenza, anestesia-rianimazione, pronto soccorso, alcune aree chirurgiche, medicina interna, radioterapia, anatomia patologica.

Le condizioni di lavoro

Il contratto prevede un orario ordinario, ma nella pratica molti reparti lavorano con organici ridotti, ferie difficili da garantire, turni scoperti, straordinari, reperibilità e carichi che superano la programmazione. La medicina d'urgenza è l'esempio più evidente: pronto soccorso affollati, fenomeni di boarding, aggressioni, responsabilità clinica elevata, turni notturni e festivi. In queste condizioni, il passaggio al privato, all'estero o alla libera professione diventa una scelta razionale per molti professionisti.10

Il fenomeno gettonisti, in altre parole, non si spiega con l'avidità individuale. Si spiega con un sistema che ha reso alcune posizioni pubbliche poco attrattive e alcuni reparti difficili da coprire. Tra gli operatori del settore che hanno commentato pubblicamente le dichiarazioni di Bertolaso, lo stesso medico Alberto Molteni ha sottolineato come molti professionisti scelgano il privato o il libero professionale non per ragioni vocazionali ma per il rapporto tra retribuzione, rischio, carico di lavoro e qualità organizzativa percepita: un'osservazione coerente con la diagnosi che emerge dalle fonti istituzionali.


9. Il caso Lombardia, il TAR e il "ritorno dalla finestra"

La Lombardia è il laboratorio politico più rilevante della linea contro i gettonisti, e i suoi limiti raccontano molto del problema reale.

La DGR XII/1514/2023

Con la DGR XII/1514 del 13 dicembre 2023, Regione Lombardia ha approvato linee guida per il superamento delle esternalizzazioni dei servizi sanitari core. L'Ordine dei Medici di Milano ha segnalato la delibera spiegando che disponeva di non autorizzare ulteriori contratti di esternalizzazione dei servizi sanitari core e di mandare quelli esistenti a scadenza senza rinnovo.4

Parallelamente, la Lombardia ha previsto il reclutamento di personale medico con incarichi libero-professionali, gestito attraverso AREU, con selezioni pubbliche e compensi equiparabili a quelli del personale dipendente.5

L'intervento del TAR

L'ordinanza n. 238/2024 del TAR Lombardia ha sospeso in via cautelare la parte della delibera che vietava nuovi contratti di esternalizzazione dei servizi sanitari core, lasciando in piedi altre parti del provvedimento.11 12

Il combinato disposto di queste due decisioni racconta una verità scomoda: la linea del divieto totale si è scontrata con contenziosi, contratti ancora in essere e necessità concreta di coprire i turni. Le cooperative escono dalla porta e in parte rientrano dalla finestra, perché il fabbisogno di personale resta. Senza un piano di copertura interna credibile, qualsiasi divieto rischia di essere svuotato dalla realtà operativa.


10. Bilancio: lo slogan, il fatto, la cura

Mettendo in fila le evidenze:

  • Bertolaso ha ragione nel denunciare una distorsione. Il SSN non dovrebbe dipendere stabilmente da cooperative o personale esterno pagato a turno per coprire funzioni ordinarie. ANAC documenta una spesa importante e un mercato cresciuto negli anni, con rischi economici, organizzativi e di continuità assistenziale.1
  • I numeri usati nella retorica vanno qualificati. "15.000 in 10 giorni" è un fatturato lordo, non un netto; "2.800 lordi" non è il tabellare di un dirigente medico. Lo scontro tra ANAC e Lombardia è prima di tutto metodologico.2 9
  • La causa è strutturale, non morale. Le fonti istituzionali — Ministero, AGENAS, indagine XII Commissione — convergono: programmazione mancata, attrattività bassa di alcune specialità, condizioni di lavoro insostenibili nei reparti più gravosi.2 10
  • Le soluzioni puramente proibitive non bastano. Il caso Lombardia mostra che vietare le esternalizzazioni senza un piano credibile di copertura interna porta a contenzioso, parziale ritorno alle stesse forme contrattuali e nuovi incarichi libero-professionali con regie diverse.5 11
L'indignazione morale sulle "Maldive" è un'arma comunicativa. La leva di policy che cambia davvero il fenomeno è un'altra: programmazione del fabbisogno, assunzioni stabili, incentivi nelle specialità critiche, gestione migliore dei reparti, rispetto dei riposi, valorizzazione dei medici interni, riduzione strutturata della dipendenza da appalti esterni. Senza questa filiera, il gettonista uscirà sempre dalla porta per rientrare dalla finestra.

La frase di Bertolaso colpisce un sintomo evidente. Ma il sintomo non è la malattia, e la malattia non si cura con uno slogan. Si cura ricostruendo le condizioni che rendono attrattivo, sostenibile e dignitoso il lavoro all'interno del SSN.


Riferimenti e Fonti

  1. ANAC – Autorità Nazionale Anticorruzione, “Medici e infermieri 'a gettone': dal 2019 al 2024 spesa previsionale per due miliardi e 141 milioni”, 25 febbraio 2025.
  2. Ministero della Salute, Question Time del 6 agosto 2025: “Iniziative per colmare le gravi carenze di organico del Servizio sanitario nazionale, anche in relazione alla scadenza dei contratti dei medici cosiddetti gettonisti”.
  3. ANSA, “Bertolaso: 'I gettonisti sono la vergogna della sanità pubblica'”, 22 novembre 2024.
  4. OMCeO Milano, “Regione Lombardia: stop ai medici 'gettonisti'”, 15 dicembre 2023, riferito alla DGR XII/1514 del 13 dicembre 2023.
  5. Quotidiano Sanità, “Medici gettonisti. Bertolaso critica i dati Anac: 'In Lombardia -30% nel 2024'”, 4 marzo 2025.
  6. Gazzetta Ufficiale, Decreto del Ministero della Salute 17 giugno 2024, pubblicato il 25 ottobre 2024 – linee guida per l'affidamento a terzi di servizi medici e infermieristici.
  7. ENPAM, Aliquota intera Quota B 2025 (19,50% sul reddito libero-professionale fino a 150.000 €; 1% oltre).
  8. ENPAM, Inabilità temporanea liberi professionisti – indennità a partire dal 31° giorno, requisiti contributivi.
  9. ARAN – Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni, Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dell'Area Sanità, triennio 2019-2021 (stipendio tabellare 47.015,77 €; indennità di specificità medico-veterinaria 9.162,22 €).
  10. AGENAS, Documento conclusivo dell'Indagine conoscitiva in materia di riordino delle professioni sanitarie – Commissione XII Affari Sociali, Camera dei Deputati.
  11. Ius & Management, “Il TAR sospende la DGR della Lombardia che vieta il ricorso ai gettonisti”, 13 marzo 2024.
  12. ANAAO, Ordinanza TAR Lombardia – Sez. V n. 238/2024 sulla sospensione cautelare della delibera lombarda.
  13. Corriere Milano, “Bertolaso (ancora) contro i medici gettonisti”, 23 novembre 2024 – contesto politico e ripresa della dichiarazione.

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